Una tartaruga si risveglia dal lungo sonno invernale. Il suo corpo è ancora intorpidito, gli occhi appannati, la
mente smarrita tra sogni e realtà. Chissà che fame deve avere! E chissà quanta pipì deve fare!
Con passo lento e deciso, cerca il sole, il primo calore che possa ridarle energia. E cerca l’unica compagna
che ha sempre avuto: la sua fedele chitarra, testimone silenziosa delle lunghe notti nel deserto. Ma qualcosa
sta cambiando. Il corpo ricomincia a rispondere, gli occhi si schiariscono, e d’un tratto tutto ciò che credeva
esserci svanisce, mentre ciò che non aveva mai notato prende forma davanti a lei.
Con la calma e la lentezza che le appartengono, la tartaruga scopre di non essere sola. Ora sono in due. Due
creature sconosciute, due solitudini che si sfiorano, due anime che, senza saperlo, condividono la stessa
passione. Ma come si diventa amici? Come si comunica con chi non si conosce? Come si trasforma la
solitudine in relazione?
Forse la musica può aiutare. Suonare insieme, cantare, muoversi, conoscersi, avvicinarsi. Condividere
luoghi, spazi, emozioni. In poche parole: diventare amici!
Essere amici è meraviglioso, soprattutto quando tutto si può dividere, quando ogni cosa ha il suo doppio e
nessuno resta senza. Ma cosa accade quando, all’improvviso, compare cosa che è unica? Come si impara a
condividere ciò che non può essere diviso?
Se un oggetto porta con sé la promessa di nuovi luoghi e nuove esperienze, come si può lasciarlo andare?
Cosa bisogna fare? Litigare? Rinunciare? Fermarsi? Proseguire?
Come si impara a condividere?
A tutte queste domande proveranno a rispondere le nostre tartarughe con un linguaggio semplice, clownesco,
a tratti poetico e con la forza della loro musica.
Uno spettacolo per animali lenti e musica dal vivo che si fa delle domande, tenta di dare risposte, apre mondi
e ci affascina con delicatezza e cura.