Finestre

“Finestre sul Giovane Teatro”

13 – 14 – 15 maggio 2011 ore 21.00

Un progetto dedicato ai giovani gruppi per dare visibilità ad un teatro che non ha molte possibilità di mostrarsi e creare l’occasione per un confronto tra i diversi partecipanti. È di fondamentale importanza riprendere le “vecchie abitudini” degli incontri di scambio di lavoro al di là delle rappresentazioni; la parte che precede la realizzazione di uno spettacolo, che è appunto l’allenamento dell’attore, è un momento fertile per la trasmissione di nuovi stimoli e per lo scambio di esercizi di svariate provenienze.

13 maggio ore 21.00 Laboratorio EmigratA “Drammaturgia EmigratA”

14 maggio ore 21.00 Teatro Natura “Miti d’Acqua”

15 maggio ore 21.00 Gruppo Baku “I’m beautiful”

LABORATORIO EMIGRATA

“DRAMMATURGIA EMIGRATA”

Percorsi di cre-azione tra teatro, neuroscienze e complessità.

Dimostrazione di lavoro


EmigratA è una condizione. E’ una condizione personale, sociale, artistica, creativa, scientifica. EmigratA presuppone un percorso, un partire dal nido, dall’ambito e dall’ambiente di provenienza. E’ necessità di incontro, di esperienza, di interazione. Drammaturgia EmigratA è una dimostrazione di lavoro sui percorsi di creazione, di lavoro su se stessi, di relazione e incontro con l’altro necessario alla creatività. EmigratA è anche la metodologia, che muove gli ambiti solitamente distanti per nutrire la creatività nella pedagogia e la ricerca.

Emigrare nelle neuroscienze, negli studi che contribuiscono alla consapevolezza della materia prima del teatro: il corpo-mente dell’attore e dello spettatore. Nelle ricerche di scienziati che incontrano e collaborano con le “culture teatrali”. Negli studi sui processi performativi, in modo particolare sull’azione, poiché, come evidenziano le neuroscienze, azione e interazione sono lo scopo ultimo di tutte le nostre funzioni cognitive, in quanto creature viventi dotati di sistema nervoso.

Emigrare nella complessità, nello sguardo umile delle scienze nei confronti dell’interrelazione, della spontaneità, della creatività del mondo del vivente, che evolve per processi di auto-organizzazione, agisce per vie imprevedibili, per percorsi irripetibili ma costantemente creativi nelle loro iterazioni.

La dimostrazione di lavoro offrirà uno sguardo sulle dinamiche creative e metodologiche del Laboratorio EmigratA a partire da alcuni frammenti di una performance attualmente in preparazione.

Il Laboratorio EmigratA nasce all’inizio del 2009 da “Strutture e Processi della Creatività”, un laboratorio pratico d’indagine performativa ideato e condotto da Victor Jacono e Gabriele Sofia alla Sapienza Università di Roma Un gruppo di persone formatesi in questo laboratorio hanno deciso di proseguire il lavoro avviato formando il gruppo e presentando, nel giugno dello stesso anno, il primo spettacolo: “Esperienza A.K. – Il mio incendio non illumina”.

O THIASOS – TEATRO NATURA

“MITI D’ACQUA”

Dalle metamorfosi di Ovidio

miti d'acqua

C’è stato un tempo in cui l’umanità, nel viaggio che la allontanava dalla natura- la sua casa originaria- ancora si sentiva parte di essa; era l’epoca in cui il dialogo con le
rocce, gli alberi, i cervi, i fiumi, le grotte era ancora vivo e vive erano le reazioni, le domande sul senso di questo nostro essere immersi in un mondo naturale di tanta struggente bellezza quanto di terribile potenza. Domande scaturite dallo stupore dei sensi, turbate dalla percezione di una parentela e da un sentirsi in quella quasi risucchiati, tentati all’abbandono nel flusso vitale. E innamorati del vivente,
della pietra, dell’uccello, del lago. Nelle ‘metamorfosi acquatiche’ di Ovidio ritroviamo i frammenti di questo amore perduto dove il mondo delle passioni umane e quello degli elementi naturali vivono ancora in un contatto fecondo di straordinari riflessi. Fonti, fiumi, laghi vivi, abitati da ‘geni locali’ ci parlano del valore irriducibile dei luoghi da dove scaturiscono le storie di Aretusa, Ermafrodito, Atteone, le loro immagini e la musica.
Sono acque fresche che in limpide superfici scherzano con luce e riflessi; acque profonde che in gorghi torbidi cantano di oscurità fertili e inconsce; acque dal respiro infinito .
Ascoltare, nella vivente presenza di un luogo naturale, un mito e la melodia che ne scaturisce può evocare un’emozione pura, inconsueta, che ci parla di un’appartenenza reciproca forse dimenticata: tra ciò che scorre dentro di noi e ciò che scorre fuori, nella natura circostante.

Per questo spettacolo Sista Bramini è stata segnalata
(Garrone-La Repubblica) al premio UBU tra le migliori
attrici del 2004.

Spettacolo di narrazione per voce, viola e genius loci.

testo scritto e narrato da Sista Bramini

musica per viola scritta e interpretata da Camilla Dell’Agnola

GRUPPO BAKU

“I’M BEAUTIFUL #2″

I'm beautiful

performer Simone Guerro; Fabio Spadoni

regia Simone Guerro

sguardo esterno Lucia Palozzi

I miracoli sono paragonabili alle pietre: si trovano ovunque e offrono la loro bellezza ma nessuno ne riconosce il valore. I miracoli non li provoca nessuno, vengono scoperti. Quando colui che credeva di essere cieco si toglie gli occhiali scuri, vede la luce. Questa oscurità è il carcere della ragione.

A.Jodorowsky

I am Beautiful è un progetto nato per esplorare i significati e le possibili applicazioni del concetto di Bellezza. Più che un progetto artistico è dunque un percorso di formazione tramite il quale lavoriamo sullo sguardo e sulla presenza, convinti che riflettere sulla Bellezza, cercare di comprenderla, può migliorare la nostra percezione del mondo e, di conseguenza, il Mondo stesso.

Questo è il secondo esperimento performativo. Oggetto dello studio è lo sguardo sulle cose del mondo. Il presupposto è che ciascuno di noi costruisce una sua unica e personale realtà attraverso lo sguardo stesso. La riflessione ci ha portato a far reagire in scena due sguardi, due mondi diversi, ed osservare il cambiamento e gli spostamenti di senso prodotti da questo incontro: io mi specchio nell’Altro e di riflesso cambio il mio mondo. I performer traspongono in segni l’esperienza biografica del loro incontro e mostrano il tentativo di guardare veramente, di essere presenti al tempo che si vive senza opporsi al cambiamento.

Per informazioni e prenotazioni: 051/402051 – teatroridotto@gmail.com

Finestre perchè li guardiamo da fuori?

Finestre perchè le porte rimangono sempre chiuse?

Finestre perchè li guardiamo comodi dal davanzale e poi rientriamo ai nostri affari casalinghi?

E giovane teatro?

Solo perchè siamo un paese vecchio, nelle sue istituzioni e nei suoi pensieri organizzati?

Gli amici del Teatro  Ridotto invece  ci tengono alle loro porte aperte, alle relazioni che da ormai più di 25 anni hanno con il mondo degli studenti universitari, con chi si affanna a creare scena continuando a dedicare tempo alla formazione attoriale e drammaturgica, spesso in angoli nascosti dei continenti; per questo le loro finestre non sono una vetrina  e neanche un concorso a premi, per quanto senza le une e gli altri non avremo conosciuto molto del miglior teatro degli ultimi 10-15 anni.

Non sono vetrina perchè il Teatro che li ospita non se ne appropria per metterli in mostra, ma li riconosce come interlocutori, come chi vuol vedere gli attrezzi di giovani falegnami.

Saranno in scena per tre giorni consecutivi tre gruppi che non hanno moltissimo in comune, se non l’instabilità tipica delle nuove formazioni teatrali, sempre più precarie nelle forme organizzate quanto decise nella comunicazione artistica.

Non abbiamo intravisto codici comuni se non l’antico sforzo di sperare in un rapporto fertile tra creatività/formazione e territori, oppure nella comune  necessità di incontrare maestri e tecniche della scena senza presunzione di rottura perenne e contemporaneamente evitandone l’emulazione estetica.

Tre giorni di confronto, di incontro e di curiosità per segnali di fertilità che uno spazio come la Casa delle culture e dei teatri vuol continuare a dare alla città, in una città che sta ancora cercando, a 10 anni da Bologna 2000 una politica culturale in cui creazione artistica e servizio pubblico camminano insieme, soprattutto in un sistema teatrale in cui vi è la necessità di ricontrattare spazi e ruoli per artisti e operatori tanto nella dimensione artigianale quanto in quella imprenditoriale.

Il teatro delle nuove formazioni è linfa per gli spazi della scena bolognese, non pericolo; è attività necessaria di un progetto di stagione non data aggiuntiva dai costi pagati da altri.

Fabio Abagnato