L’ultima notte
Una donna sola danza, danza con i suoi fantasmi in una notte d’inverno. Scrittrice, madre, moglie, figlia, donna inquieta, poetessa. Fragile e risoluta. Silvia Plath ha attraversato tutti gli stadi dell’esistenza come una farfalla notturna va alla lampadina: bruciandosi. Nel 1963, a 31 anni, si è suicidata lasciando una marito e due figli in tenera età. Non vogliamo ricreare un santino agiografico. Ma nel suo essere donna, alla soglia delle grandi trasformazioni degli anni 60, Sylvia Plath ha toccato tutte le grandi contraddizioni che poi avrebbero segnato generazioni di giovani.
Il suo gesto estremo nulla toglie, e aggiunge, alla sua sofferta ricerca di una vita più giusta. Cosa vuole dirci con il suo gesto estremo? Quale enigma nasconde la sua tragica fine?
Tutti noi viviamo in bilico tra l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.