T. Ridotto per C. Meldolesi
In ricordo di Claudio Meldolesi
(Docente di drammaturgia teatrale all’Università di Bologna)
LETTERA DAGLI “STRANIERI A MANI NUDE”

Claudio Meldolesi
Nel Novembre 1983 il Teatro Ridotto muoveva i suoi primi passi come “stranieri a mani nude” nella professione, il primo viandante incontrato e che gli ha dato fiducia è stato il maestro Claudio Meldolesi. Nello sviluppo del lavoro ci siamo sentiti adottati e protetti dall’alto magistero dello storiografo, Claudio Meldolesi in questi lunghi anni di lavoro e di sviluppo è stato per noi un punto di riferimento e compagno di viaggio, senza mai farci mancare una sana dose di autocritica e di riflessione intorno a quello che stavamo facendo.
Numerose sono state le avventure comuni, due in particolare vogliamo ricordare: la sessione internazionale dell’ISTA di Eugenio Barba e il progetto con il Workcenter di Grotowski, ma l’aspetto più importante è stato il seguire l’evolversi del nostro lavoro passo dopo passo, seguendo minuziosamente i suoi sviluppi e i cambi repentini di direzione.
Claudio è stato per noi un insostituibile maestro e fratello nonché indispensabile compagno di viaggio all’interno di quella logica del “teatro come luogo dei possibili” (citazione di Fabrizio Cruciani).
L’importanza di Claudio va ascritta a tutto il movimento teatrale degli ultimi trenta anni alla luce del suo atteggiamento militante nel fare teatro. La sua ricchezza umana e professionale risiedeva soprattutto nel saper vedere e nel saper cogliere anche i minimi cambiamenti, con un occhio di riguardo verso le giovani generazioni.
Oggi, nel sentirci più soli non possiamo che usare le parole di Shakespeare “tutto il resto è silenzio”.
Teatro Ridotto