Dal 21 al 23 aprile 2010
21 aprile ore 21.00 Rita Superbi e Gruppo Wadaiko Spettacolo / dimostrazione di lavoro con i Tamburi Giapponesi
22 aprile ore 21.00 Il mondo alla rovescia Gruppo Laboratorio “Zona Creativa” – Teatro Nucleo
23 aprile ore 21.00 Solo in un grottesco Brincadera Teatro
parteciperà al progetto anche il Teatro Ridotto – Filo dei Venti
Un progetto dedicato ai giovani gruppi per dare visibilità ad un teatro che non ha molte possibilità di mostrarsi e creare l’occasione per un confronto tra i diversi partecipanti. È di fondamentale importanza riprendere le “vecchie abitudini” degli incontri di scambio di lavoro al di là delle rappresentazioni; la parte che precede la realizzazione di uno spettacolo, che è appunto l’allenamento dell’attore, è un momento fertile per la trasmissione di nuovi stimoli e per lo scambio di esercizi di svariate provenienze.
Gli studenti interessati a seguire come uditori il lavoro di training dei gruppi partecipanti, che si svolgerà dalle 10.00 alle 14.00, possono fare richiesta al Teatro Ridotto che organizzerà il trasporto con navetta dalla Stazione Centrale di Bologna (partenza ore 09.00).
È necessaria la prenotazione, la partecipazione è gratuita e a numero limitato.
GIOVANE TEATRO
Finestre sul Giovane Teatro
Finestre perchè li guardiamo da fuori?
Finestre perchè le porte rimangono sempre chiuse?
Finestre perchè li guardiamo comodi dal davanzale e poi rientriamo ai nostri affari casalinghi?
E giovane teatro?
Solo perchè siamo un paese vecchio, nelle sue istituzioni e nei suoi pensieri organizzati?
Gli amici del Teatro Ridotto invece ci tengono alle loro porte aperte, alle relazioni che da ormai più di 25 anni hanno con il mondo degli studenti universitari, con chi si affanna a creare scena continuando a dedicare tempo alla formazione attoriale e drammaturgica, spesso in angoli nascosti dei continenti; per questo le loro finestre non sono una vetrina e neanche un concorso a premi, per quanto senza le une e gli altri non avremo conosciuto molto del miglior teatro degli ultimi 10-15 anni.
Non sono vetrina perchè il Teatro che li ospita non se ne appropria per metterli in mostra, ma li riconosce come interlocutori, come chi vuol vedere gli attrezzi di giovani falegnami.
Saranno in scena per tre giorni consecutivi tre gruppi che non hanno moltissimo in comune, se non l’instabilità tipica delle nuove formazioni teatrali, sempre più precarie nelle forme organizzate quanto decise nella comunicazione artistica. Non abbiamo intravisto codici comuni se non l’antico sforzo di sperare in un rapporto fertile tra creatività/formazione e territori, oppure nella comune necessità di incontrare maestri e tecniche della scena senza presunzione di rottura perenne e contemporaneamente evitandone l’emulazione estetica.
Tre giorni di confronto, di incontro e di curiosità per segnali di fertilità che uno spazio come la Casa delle culture e dei teatri vuol continuare a dare alla città, in una città che sta ancora cercando, a 10 anni da Bologna 2000 una politica culturale in cui creazione artistica e servizio pubblico camminano insieme, soprattutto in un sistema teatrale in cui vi è la necessità di ricontrattare spazi e ruoli per artisti e operatori tanto nella dimensione artigianale quanto in quella imprenditoriale.
Il teatro delle nuove formazioni è linfa per gli spazi della scena bolognese, non pericolo; è attività necessaria di un progetto di stagione non data aggiuntiva dai costi pagati da altri.
Instabilità, avversità, rogo …non possono certo spaventare un pubblico che sta convivendo con il terremoto!
Fabio Abagnato
(scritto in occasione della prima edizione di “Finestre sul Giovane Teatro” – 2009)
